CHI VA

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La movida dell’assessore



Ad una settimana dall’apertura è arrivato il primo esposto con il carico di un processo penale per “disturbo alla quieta pubblica”. A seguire, e in soli due mesi, i sopralluoghi da parte dei carabinieri sono stati ripetuti, addirittura anche nei giorni di riposo settimanale. Per Fabrizio Fabrizi, assessore ai Lavori Pubblici, poi, l’ultima stangata sono state le due contravvenzioni da 1,5 mila euro ciascuna di circa due settimane fa. Niente di tutto questo è legato al suo ruolo, bensì al locale, il Kairos, del quale da settembre scorso è socio. L’ultima visita dei carabinieri però si è ripercossa drammaticamente, come un domino, su tutti gli altri bar del paese con un unico comune denominatore, ossia: niente più musica live né, tantomeno, serate disco. A far scoppiare la faccenda che ha fatto capitolare la “fervente” movida pratolana è stata l’ennesima serata a suon di latino imbastita dal Kairos che, per onor di cronaca, è situato al di sotto di un condominio in cui vivono diverse famiglie, visibilmente contrariate dal movimento nato attorno al nuovo locale. E via quindi con esposti e lettere degli avvocati i quali scavando nella normativa sono risaliti ad una serie di leggi che regolano serate e spettacoli e che sono state portate a conoscenza di tutti gli enti e le istituzioni che dovrebbero vigilare sulla movida musicale. Pratola “isola felice” è così caduta nel baratro più totale. E sì perché ad approfondimento ultimato si è giunti alla conclusione che nessuno dei bar che normalmente hanno ospitato serate varie potrebbe, in realtà, farlo. Va bene che a compilare una Scia per ottenere le autorizzazioni si può sempre far pratica, ma qui il problema si solleva a causa della mancanza di materiali di insonorizzazione. In pratica, chiamando in causa i decibel, al vicino della porta accanto, o del piano superiore in questo caso, non deve arrivare neanche un sussurro in base agli articoli 68 e 69 del Tulps. Un peccato perché il secondo centro peligno si è sempre distinto per le sue iniziative musicali, non a caso ha dato i natali al progetto rock Streetambula. Tuttavia non è detta l’ultima parola perché, ad un’osservazione più acuta, le normative sembrano conservare qualche “vuoto” che, perché no, potrebbe tornare a favore. è su questo che Fabrizi e i suoi soci faranno leva per superare il processo e per contestare le multe, oltre al fatto che il locale non possiede una vera e propria consolle, particolare che in teoria dovrebbe dar seguito a tutta la babele di norme sull’impatto acustico. «Sono convinto di stare nel giusto – ha commentato –. Conosco la normativa e la smonterò. Se così non fosse pagherò le multe e metterò a norma il locale». Destino comune a tutti gli esercenti, probabilmente, che, almeno per il momento, si apprestano ad organizzare uno dei Natali più silenziosi degli ultimi anni, con buona pace dei cittadini, quelli quieti. grizzly

postato il 13/12/2014

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