CRONACA

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Tagli sottobanco

La rimodulazione dei fondi per i lavori di messa in sicurezza delle scuole porterà ad un drastico ridimensionamento dei progetti e delle sedi. A Sulmona spariscono nove scuole, a Pratola niente più nuovo plesso


Le polemiche sui fondi alle scuole fuori cratere che hanno caratterizzato le ore pre-voto, sembrano essere state costruite ad arte per la propaganda. I finanziamenti Cipe destinati agli istituti scolastici oggetto del contendere con il capoluogo, in verità, sono stati già assegnati e nessuno, neanche Chiodi, figurarsi Cialente, può dirottarli altrove. Il fumo negli occhi, però, è forse servito a distogliere l’attenzione sugli effetti della rimodulazione dei fondi già fatta con il decreto 89, quello, per intendersi, seguito alla denuncia fatta da Report. L’operazione di dimagrimento, infatti, costerà alle scuole fuori cratere delle importanti rinunce: un 20% in meno di media che a Sulmona, però, ha superato il 50%. Così se Pratola Peligna dai 6 milioni previsti passerà a 4,8 e sarà per questo costretta a rinunciare alla realizzazione di un nuovo plesso scolastico e, come annunciato dal sindaco, ad accontentarsi della messa in sicurezza di due scuole (piazza Indipendenza e la Tedeschi) e la demolizione e ricostruzione di una (quella di Valle Madonna), a Sulmona a scomparire saranno ben nove tra scuole ed asili, con un finanziamento passato dai 22 milioni iniziali agli attuali 10 milioni di euro. Oltre alla riduzione del 20%, infatti, da Sulmona sono spariti, e non si capisce verso quali lidi, i 5 milioni di euro che erano sati stanziati per il liceo classico di piazza XX Settembre. Il piano rimodulato dall’assessore Nicola Guerra costerà complessivamente circa 16 milioni di euro: ai 10 del Cipe, si aggiungeranno in cofinanziamento 2 milioni dell’assicurazione sul sisma, 1 milione e 100 mila euro di «lavori diversamente impegnati» su sette scuole ed asili (cioè edifici la cui destinazione sarà cambiata) e altri 2,7 milioni di euro che le alienazioni urbanistiche di dette scuole permetterà di incassare al Comune. Secondo il piano della giunta Federico spariranno le targhe con la scritta scuola sui cancelli degli edifici di via Crispi, via Trento, via Costanza e nelle frazioni. Sospeso resta poi il finanziamento sul Regina Margherita (gestito dalle suore) e sull’edificio del Bagnaturo (destinato probabilmente a centro sociale). I cantieri per le “scuole sicure” saranno aperti solo alla Masciangioli (3 milioni), alla Lola di Stefano (2 milioni), alla Capograssi (2 milioni) e alla Serafini (2 milioni). Tutte le altre scuole ed asili saranno invece accorpati nel cosiddetto nuovo plesso scolastico di via XXV Aprile, per la cui realizzazione sono stati previsti 6 milioni di euro.

postato il 2/3/2013

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