CRONACA

32975Sulmona

Violenza sulle donne: fenomeno in crescita

La Horizon Service presenta il lavoro dei centri Antiviolenza e della casa Rifugio. “Aumentano i casi perché cresce la consapevolezza”, nel 2022 44 donne hanno chiesto aiuto, 8 sono in località protetta

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Un impegno quotidiano sul territorio per contrastare la violenza di genere e favorire reinserimento nel mondo del lavoro delle donne vittime di violenza ma anche percorsi rieducativi per i minori vittime di violenza assistita. La Cooperativa Horizon Service con i centri Antiviolenza di Sulmona e Castel di Sangro e la casa rifugio ad indirizzo segreto è da anni in prima linea al contrasto del fenomeno. Un fenomeno trasversale e che ha assunto i contorni di un allarme sociale.
Ad accoglierci, nella sede della Cooperativa a Sulmona, Riccardo Verrocchi responsabile della comunicazione, Elena Bussi psicologa responsabile servizi residenziali della Cooperativa Horizon e Barbara Fucile psicologa responsabile dei servizi Antiviolenza della Horizon. “È importante” spiega Fucile “sensibilizzare la società, i giovani, parlare del fenomeno per conoscerlo e riconoscerlo”.
Dal 2008, anno di apertura del centro Antiviolenza “La libellula”, al 2022 sono state prese in carico 548 donne. Nel 2022 sono state ricevute 40 segnalazioni e 44 prese in carico, il 70% delle donne è di nazionalità italiana, il 9% albanese, il 9% rumena. La maggior parte delle vittima ha subito violenza dentro le mura domestiche. “Di anno in anno” riprende “registriamo un progressivo aumento dei casi perché aumenta la consapevolezza, inoltre la pandemia ha determinato ulteriore isolamento e recrudescenza del fenomeno, non a caso dopo il lockdown abbiamo registrato picchi di richieste”. La psicologa Bussi ha poi sottolineato l’importanza del lavoro di rete con tutti gli operatori del territorio per contrastare la violenza assistita di cui sono vittime sempre più spesso i minori. “La violenza” ha sottolineato “spesso avviene anche durante e dopo la gravidanza e, al riguardo, abbiamo attivato progetti dedicati”.
Da rimarcare che, delle donne seguite, solo il 29% ha una occupazione, il resto sono disoccupate situazione che ne peggiora la condizione. La casa rifugio, dal 2005, ha ospitato 56 donne e 71 minori, Quest’anno 8 minori e 8 donne, di cui 5 di nazionalità straniera. “Le donne straniere” continua Fucile “hanno maggior bisogno di accoglienza nella casa rifugio perché non hanno qui in Italia parenti o amici, non possono fare affidamento in una rete familiare”.
Ma come si contrasta il fenomeno?
Secondo le addette ai lavori con la continua formazione, con il dibattito, soprattutto tra i giovani, per sradicare una cultura che pone la donna in un piano inferiore all’uomo. “La violenza di genere è trasversale” concludono “spesso ne sono vittime donne con un alto grado di istruzione e la mettono in atto uomini istruiti”. La strada da fare è ancora lunga, ma la direzione è quella giusta. (c.b.)


postato il 24/11/2022 alle ore 14:01

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