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Invidiosi del successo della Coca Cola e della Nutella dedicate, anche i produttori dei Baci Perugina hanno deciso di adeguarsi, dando l'opportunità ai consumatori di personalizzare i bigliettini all'interno della confezione del goloso bon bon al cioccolato. Tutto questo è accaduto un mese prima della festa di San Valentino, giorno in cui fra i regali più gettonati i cioccolatini con l'incarto stellato si trovano al secondo posto, subito dopo le rose rosse.
Personalmente prevedo che questa iniziativa commerciale sarà un grande fiasco, in quanto i Baci Perugina sono uno dei regali più riciclabili di questo pianeta data la loro versatilità: sono adatti per omaggiare bambini golosi, fidanzati romantici, ammalati con cali di zucchero, partorienti bisognose di energie, genitori amorevoli e capi ufficio da addolcire. Chi di noi non ha regalato una confezione dei famosi bon bon al cioccolato che gli era stata a sua volta donata da qualcun altro? Il bacio Perugina è l'apostrofo marrone accanto alla parola “Tie'!” (“Questo è per te”) e può fare il giro di un'intera città, passando di mano in mano e di tasca in tasca, conservando all'interno del proprio incarto la sua frase melliflua. Il signor Perugina però non ha tenuto conto dell'iperbole amorosa degli amanti passionali, la quale prevede che tanto sdolcinati e languidi siano gli aforismi scambiati all'inizio di una relazione amorosa, quanto volgari e ingiuriosi gli epiteti e gli strali urlati al termine di essa. Quanto tempo pensate che passerà prima che una controparte offesa e cornificata spedisca a casa dell'ex una scatola da mezzo chilo di cioccolatini con allegati bigliettini infamanti e calunniosi? Come semi di una pianta infestante si propagheranno per tutto il territorio e l'assonanza fra Baci Perugina e dono romantico sarà distrutta. Sta per finire l'epoca in cui leggevamo curiosi e col cuore scalpitante il bigliettino contenuto nel cioccolatino, affidando a quelle parole il nostro destino sentimentale, neanche si trattasse di una profezia della Sibilla cumana. Da oggi sarà possibile trovare scritto di tutto sui fogliettini cerati, non più solo vaticini, citazioni di poeti estinti o aforismi di anonimi farneticanti, ma anche inviti ad andare in paesi bassi e retrostanti o aggettivi qualificativi di grado comparativo di maggioranza tendenzialmente dispregiativi.
San Valentino, insieme al 31 Ottobre e all' 8 Marzo, non è un giorno amato da molti. Bisogna festeggiarlo di nascosto per evitare la ramanzina degli integralisti radicali che ci ricordano come bisognerebbe amarsi e celebrarsi tutti i giorni dell'anno e non solo quando ce lo suggerisce il calendario. Io trovo che non ci sia niente di male a fare un pensierino il 14 Febbraio a chi amiamo e poco importa se da 20 anni il mio amato è sempre lo stesso e fa parte degli integralisti radicali; poco importa se si è visto regalare da me ogni tipo di gadget economico in questa giornata; poco importa se lui odia San Valentino e qualsiasi altra festa consumistica; poco importa se non ha mai ricambiato il dono e mi ha espressamente chiesto di non sprecare altri soldi in sciocchezze: finché avrò vita e almeno tre euro in tasca, mi divertirò a fare esattamente le cose che a lui danno fastidio. Il mio non è sadismo, ma solo adorazione per l' espressione che fa quando scarta un mio regalo, che è sempre inversamente proporzionale al tenore del cadeau: più questo è futile e divertente, più lui assume un'aria greve e desolata. Quest'anno sono particolarmente soddisfatta del pensiero che ho scelto : un “amorometro”. Finalmente saprò chi dei due ama più l'altro. Si tratta di un'ampolla di vetro all'interno della quale ci sono degli alambicchi a forma di cuore che hanno sul fondo del liquido rosso sangue. Si tiene la base dell'ampolla tra le mani pensando ad una persona e, se l'amore è tanto, le mani riscaldano il liquido che si espande, sale lungo delle serpentine di vetro e riempie totalmente gli alambicchi cuoriformi, fino a zampillare da essi. Una cosa orribilmente kitch: il regalo perfetto. Indosserò guanti di lana per tutto il giorno e farò una bellissima figura: grazie alle mie mani caldissime il sangue schizzerà dai cuori come se non ci fosse un domani.
Ad essere sincera progettavo di festeggiare per una volta degnamente il giorno degli innamorati con una cena romantica: io lui e un menu. Invece dovrò accontentarmi ancora della mia cucina e così ho deciso di preparare la pietanza d'amore per eccellenza, sorprendendo mio marito con il connubio dei sapori e una dichiarazione di intenti condita da spezie pregiate. Mio padre lo dice spesso: “La moglie che del marito è innamorata a sera gli fa trovare la peperonata” e quindi accoglierò il mio coniuge con questo piatto prelibato, lo consumeremo tenendoci per mano dopo aver misurato il nostro amore e ci guarderemo negli occhi per tutta la cena, ignorando i vari: -Papà, Davide mi dà i calci sotto al tavolo!- e i :-Mamma, Lisa mi manda a quel paese con il pensiero!- Poi andremo a letto abbracciati, parleremo per tutta la notte di noi e della mia geniale idea di cucinare tutta quella peperonata per cena. Ci alzeremo nottetempo per brindare con del bicarbonato e ricorderemo di quando nello stomaco, a tenerci svegli, avevamo le farfalle al posto degli ortaggi indigesti.
Ora vado a consegnare l'amorometro e gustarmi la faccia scorata del mio integralista, tenderò speranzosa le mani verso di lui affinché ci ponga sopra il suo regalo e, come ogni anno da venti anni, lui si stringerà nelle spalle e mi dirà: -Non ti ho comprato niente perché non voglio che sia il calendario a dirmi quando farti un regalo!- Io fingerò di essere delusa e lui, per consolarmi, mi dirà che quello che ha appena ricevuto è proprio l'oggetto che desiderava da molto tempo. Tutto questo per soli tre euro: risparmio e compaio.
postato il 14/2/2014 alle ore 16:05