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Zac7 - Il giornale del Centro Abruzzo

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Il Sindaco di Sulmona, Visto: che il Comune ha la proprietà di un cinema dove attualmente non si fa nè cinema nè altro; che l’inattività di una struttura pubblica non solo non rende ma costa alla collettività e manda in deperimento il bene già oggetto di investimento pubblico; che la Crisi del Cinema e del Resto ha reso oggettivamente improduttiva l’attività del cinematografo così da farci stimare improbabile rintracciare sul mercato una qualsiasi impresa disposta ad assumerne la gestione per rendercene rendite da capogiro, come del resto già dimostrato dall’oculata scelta del sindaco predecessore che si ritrovò solo con la sua eco il giorno della gara di appalto che aveva a tutti i costi preteso, così come rischia di trovarsi per la proprietà transitiva l’attuale sindaco; che nell’invidiabile numero di associazioni sul territorio che si ostinano a perpetrare attività nonostante sappiano che non potranno mai ricavarne non un lucro ma un rimborso per l’evidenza che il bilancio comunale, prima ancora che delle imprese, non prevede un euro alla corrispondente voce, ce ne è una che si occupa proprio di cinema e s’incaponisce da vent’anni a riproporre il tanto agognato unico festival cittadino, spingendosi a non saltare nemmeno l’appuntamento di quest’anno, il 2013 che ha visto stappare dal gaudente assessore intercettato l’unico contributo che la Regione aveva stanziato al festival; che sul territorio altri che si occupino specificamente di cinema e non solo di proiezioni e/o che siano disposti ad intraprendere oggi attività di riproduzione di pellicole strappate con mossa del giaguaro alle distribuzioni, non si riesce a rintracciarne; che, in particolare, il tanto agognato festival col nome Sulmona non ha nemmeno una sede degna per accogliere un ospite, volendo sorvolare sul fatto che un festival di cinema senza un cinema risulterebbe -e risulta- ad occhio esterno poco credibile; che nel frattempo la sede ad esso congeniale, il Cinema Pacifico appunto, come su detto e qui ribadito, attualmente è chiuso; che nonostante quanto sopra l’associazione in oggetto perpetra, con perseverante e reiterato entusiasmo, la convinzione che valga la pena gestire il Cinema e continuare a farcene richiesta; che in recenti passati si è già cimentata, investendoci peraltro senza ritorno, nella gestione non di un cinema ma di quel cinema, ottenendo mi sembra i mi piace di un bel pò di gente, stando pure nei conti oltre le previsioni; che intanto fuori l’inverno oltremodo precoce costringe giovani e meno giovani a rinchiudersi in casa o al massimo dentro un locale a bere, a differenza dell’estate che almeno si beve all’aperto; che se invece avessero un posto dove poter dire e fare delle cose magari ci andrebbero, almeno per condividere la depressione che ha travalicato i nostri pur montuosi confini; ma che, nel frattempo, come su anticipato il bilancio comunale, che non ha nè si prevede abbia per il Santo Natale come per l’anno avvenire nemmeno un euro da investire nel comparto, costringe a rifugiarsi sul quanto di buono e meno buono offrano le volenterose associazioni -che bisogna sempre ringraziare- per rimediare uno scampolo di esibizione di qualche caritatevole conterraneo artista emigrato; ebbene, il Sindaco di Sulmona nelle sue prerogative di sindaco che, ove pronto a rispondere alla città del trasparente e progressivo suo operato, compia le scelte che gli sono riconosciute e dovute; sinceratosi dell’effettiva concomitanza di condizioni oggettive, quali quelle elencate in premessa, che rendono banalmente evidente quanto appresso; verificato che da Nord a Sud, nei comuni più evoluti e meno mafiosi, l’hanno già fatto con multiformi formule risolutive tutti i colleghi; predisposto un cogente catalogo di garanzie e di iniziative dovute alla città, che non si risolva in strozzinaggio verso l'associazione contraente chè, se non ci arrivasse, staremmo puntoeaccapo; anzi, a proposito, concessa, anzi sostenuta, l’attività di somministrazione all’interno perchè se l’associazione incassa e può ambire a remunerare chi ci lavora dentro e perchè no? magari un giorno addirittura farci un utile che reinvestirà inevitabilmente nella struttura, chè peraltro non può fare utile per statuto; preteso che il bilancio del cinema sia reso pubblico ogni anno; tutto ciò premesso e preteso si sente nelle condizioni di investire a nome della città in un gruppo di diversamente giovani cittadini universalmente riconosciuti altro dai truffatori e dai supermercati ai quali siamo abituati, procedendo ad uno scontato affidamento diretto di questo benedetto Cinema Pacifico alla perseverante SulmonaCinema, (che per l’occasione si dichiara disponibile a cambiare nome in Pacifica). A partire dal Santo Natale, ve ne prego, per chi sta a Sulmona.

postato il 30/11/2013 alle ore 11:52

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