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Zac7 - Il giornale del Centro Abruzzo

30011Sulmona

Jamm’ mo’: la necessità di unione e condivisione



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Il Covid-19 è stato e continua ad essere ancora il protagonista indiscusso di questo difficile 2020. Si è portato via troppe persone ed ha completamente stravolto le vite e le abitudini del mondo intero. Ha affondato il coltello nella piaga sociale del lavoro ovunque, penalizzando ulteriormente, contesti socio-territoriali già pesantemente in affanno nell’epoca pre Covid.
Uno di questi è, purtroppo, la nostra meravigliosa Valle Peligna. È notizia di ieri che i collegamenti su gomma della Valle Peligna da e verso Roma, stanno subendo pericolosi assestamenti nelle corse che, dati alla mano, transiteranno per Avezzano ed altri comuni marsicani, inficiando così, la qualità di vita dei pendolari che quotidianamente si spostano verso la capitale per lavoro. Da quanto riferito dai viaggiatori il tempo di percorrenza della tratta aumenterà di circa 30-40 minuti, tenuto conto anche del traffico capitolino, impedendo di raggiungere l’agognato posto di lavoro (perché naturalmente le persone, una volta giunte a Roma, devono recarsi ciascuno in luoghi diversi!!! Altro tempo sprecato, altro stress aggiunto!!!) e lo stesso dicasi per il ritorno. Il tutto al costo di abbonamento di sempre!!! Oltre al danno la beffa!!
I lavoratori lamentano, inoltre, la difficoltà di utilizzare il treno, poiché le corse ad oggi esistenti non garantiscono a tutte le categorie professionali di giungere ad un orario consono e, dunque, di fatto, si ritrovano costretti ad usufruire di un servizio che relega Sulmona al ruolo di Cenerentola d’Abruzzo. Da sulmonese comprendo l’umiliazione di chi, con sacrificio ed impegno, ha scelto di restare per portare a casa i propri guadagni. Fa male subire un simile Razzismo Territoriale, dal momento che, dopo il sisma del 2009 le aree interne, in modo particolare la nostra Sulmona, hanno sofferto crisi e spoliazioni di una indecenza inaudita. E duole constatare che la politica poco si interessa dei suoi cittadini se non per accaparrarsi i suoi favori, sobillando “lotte di quartiere e campanilismi sciocchi” e che non giovano davvero a nessuno, secondo la ratio malevola del “Divide et impera” piuttosto che ascoltare le istanze del popolo e servire la Cosa Pubblica con onore e dignità.
Sono lontani i tempi di Jamm’ mo’, quando i nostri nonni, nel 1957 riempirono le piazze e le strade per manifestare, certo radicalmente, il proprio dissenso contro l’ennesima deprivazione del nostro territorio, supportati dalla solidarietà di comuni lontani. Ho voluto raccogliere questa testimonianza al fine di sensibilizzare tutte le aree interne ad una maggior coesione ed identità, perché si vince tutti insieme ed ha senso parlare di crescita sociale e pari opportunità laddove vengano poste in essere le condizioni adeguate al loro nascere e fiorire.
È l’amore per la nostra terra che deve muovere gli animi e non già conflittualità di parti o campanilismi inutili, poiché, a mio giudizio, la politica è un’arte nobile che agisce per il Bene di tutti. Ci sono temi quali sicurezza, sanità, scuola, trasporti che dovrebbero costituire un comune denominatore di tutti e, dunque, occasione di unione e non di divisione.

Nicoletta Romanelli
Psicologa - Criminologa - Psicodiagnosta
Esperta in scienze dell’Educazione e formazione

ILLUSTRAZIONE DI JEAN-PIERRE COLELLA


postato il 19/9/2020 alle ore 17:25

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