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Crisi Valle Peligna, documento dei sindacati per impegno da parte di Regione e Ministeri



Documento senza titolo

Come annunciato durante lo svolgimento della manifestazione del 31 dicembre, indetta per denunciare la gravissima emergenza industriale e sociale che sta colpendo il bacino della Valle Peligna e delle valli limitrofe (Subequana e Alto Sangro), in particolare nei settori dell’automotive (Marelli, Albasan, Sodecia), dei Servizi e Terziario Avanzato (3G), del Commercio e della Grande Distribuzione (Coop), dei Servizi Pubblici Essenziali (Cogesa), i Segretari Cgil, Cisl, Uil, Ugl Francesco Marrelli, Pietro Di Natale, Maurizio Sacchetta, Roberto Bussolotti hanno sottoscritto e inviato, in data 5 gennaio 2025, un manifesto unitario con il quale è stata richiesta l’immediata attivazione di un percorso istituzionale certo, comprovabile e partecipato, articolato su due livelli: regionale, con l’istituzione di un Tavolo Permanente di Crisi e Sviluppo presso la Regione Abruzzo, per la ricerca di strumenti idonei al rilancio e consolidamento delle attività produttive, anche attraverso il monitoraggio delle aziende in crisi e la gestione degli eventuali ammortizzatori sociali; ministeriale, con la richiesta dell’apertura, dinanzi al MIMIT, di un Tavolo Nazionale per la crisi della Valle Peligna, finalizzato al riconoscimento dello status di area di crisi complessa o ad alto impatto sociale.
I sindacati intendono, altresì, con l’invio alle istituzioni competenti del manifesto unitario di cui sopra, stipulare un Patto Territoriale utile ad attrarre gli investimenti, creando un circuito virtuoso fatto di nuovi incentivi fiscali, una semplificazione amministrativa efficace, rafforzamento ed implementazione di infrastrutture utili alla realizzazione di nuovi insediamenti industriali, artigianali e commerciali, convogliando le risorse della programmazione FESR, FSE+ e PNRR in progetti specifici per la Valle Peligna e potenziando, in tal modo, i servizi essenziali (Sanità Ospedaliera, Medicina Territoriale, Assistenza alle persone, infrastrutture materiali ed immateriali, mobilità ed istruzione). “In altre parole” si legge in una nota diramata dai sindacati “l’obiettivo prefissato con la sottoscrizione e l’invio del manifesto unitario in argomento è l’inversione della rotta attuale, trasformando lo stato di crisi della Valle Peligna in un’opportunità di sviluppo, di reindustrializzazione verde e digitale. I Consiglieri Regionali presenti alla manifestazione del 31 dicembre e i rappresentanti delle istituzioni locali, dal canto loro, si sono impegnati ad attivare immediatamente un tavolo di confronto con le parti sociali firmatarie del presente documento e ad assumere tale documento attraverso una Risoluzione d'Urgenza da approvare nel primo Consiglio Regionale utile, impegnando il Presidente della Giunta Regionale a farsi promotore presso il Governo Nazionale per l'apertura del tavolo ministeriale. Vista e considerata la presenza massiccia, alla manifestazione del 31 dicembre” aggiungono “di cittadini e cittadine, lavoratrici e lavoratori, studenti e studentesse, pensionate e pensionati, la partecipazione unanime dei Sindaci della Valle Peligna e delle valli circostanti, è evidente come la lotta per il lavoro sia oggi una battaglia di identità e sopravvivenza dell’intero territorio della Valle Peligna e delle aree limitrofe contro lo spopolamento e la desertificazione delle aree interne”. I sindacati ritengono che bisogna ripartire dal benessere e dalla salute delle persone, dall’istruzione e dalla formazione, incentivando gli investimenti nelle infrastrutture materiali e immateriali di collegamento, e cioè nell’insieme di opere e servizi (strade, ferrovie, autostrade, reti digitali, idrauliche ) essenziali per connettere aree geografiche, facilitare la mobilità di persone e merci, garantire servizi primari attraverso un sistema pubblico di gestione e una fiscalità di vantaggio che possa rendere attrattivo il territorio, per lo sviluppo economico e sociale e per ridurre il divario delle aree interne. “Misureremo, nei giorni a seguire” concludono “l’impegno assunto dalle istituzioni competenti e continueremo le mobilitazioni, perché non possiamo più perdere nemmeno un posto di lavoro”.


postato il 7/1/2026 alle ore 23:40

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