CRONACA

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8 marzo al tempo del Covid-19: le donne perdono il lavoro

Da aprile a settembre 2020 402 mila posti di lavoro al femminile persi, Innocenzi (Cgil): “Invertiamo la tendenza”

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Un 8 marzo diverso. Un 8 marzo caratterizzato da un anno di Covid-19 che ha visto 402mila posti di lavoro dalle donne in Italia tra aprile e settembre del 2020. A denunciare la situazione sono i Consulenti del lavoro che spiegano come quello italiano sia un "record" tra i più negativi in Europa. Peggio del nostro paese infatti solo la Spagna, in Italia infatti, a fronte di un calo percentuale del 2,1 negli altri paesi europei, in Italia la percentuale è quasi doppia: 4,1 per cento. La fascia presa in considerazione è quella delle addette tra i 15 e 64 anni.
Secondo i Consulenti del lavoro nei mesi di aprile-settembre 2020, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente l'occupazione femminile in Italia è diminuita di "103.000 unità, registrando una contrazione del 6,4 percento, praticamente il doppio di quella registrata dagli uomini". Secondo quanto analizzato dal report a giocare un ruolo fondamentale sarebbe stata la crisi del settore turistico e delle attività ristorative e commerciali dove l'occupazione delle donne è maggiore.
In Abruzzo prosegue la diffusione del Questionario ideato dal Coordinamento Donne Spi-Cgil in collaborazione con la Cgil Regionale e l'Auser presentato alla fine dello scorso anno e finalizzato ad analizzare la qualità della vita delle donne, il loro rapporto con la casa e con il lavoro e la capacità di risposta da parte delle istituzioni in questa lunga e complessa fase pandemica. "C'è bisogno, quindi, nel breve, medio e lungo termine  - spiega Rita Innocenzi della segreteria regionale Cgil - di invertire la tendenza che vede l'esclusione delle donne dal lavoro. In queste settimane si parla molto di Next Generation EU e, pertanto, della straordinaria occasione che si presenta per il nostro Paese e per i nostri territori: Cgil e Spi di Teramo ne discuteranno in una iniziativa in rete nel tardo ‪pomeriggio di lunedì 8 marzo‬. Il coinvolgimento delle donne, l'incremento dell'occupazione femminile, il superamento del gap retributivo e di carriera gravemente presente tra donne e uomini, renderanno il nostro Paese migliore e non solo in termini di indicatori economici. L'Europa ha fornito chiari indirizzi, bisogna coglierli attuando 'a sistema' politiche e strumenti con un approccio di complementarità e multilivello perché vi sia una azione correlata tra livello centrale, territori e ambiti perché solo così potremo cogliere obiettivi strategici".


postato il 8/3/2021 alle ore 0:16

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