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Riqualificare e non cementificare: il turismo sostenibile degli affitti brevi



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La vera sostenibilità nella ricettività turistica, è il turismo dei cosiddetti affitti brevi, considerato fino all’estate 2020, quella della pandemia, di serie B rispetto alla ricettività tradizionale. Aigab, acronimo di Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi, interviene nel dibattito sul futuro del turismo innescato dalle parole del presidente del Consiglio Draghi e, in particolare, sul passaggio della necessità di “preservare le città d’arte, luoghi e tradizioni che successive generazioni attraverso molti secoli hanno saputo conservare e ci hanno tramandato”.
La provocazione di tanti sindaci di centri minori che, attanagliati dal problema del degrado urbanistico, cedono le case degli avi a un euro, è un grido d’aiuto che necessita di attenzione: il rischio è svendere a stranieri (che magari soggiornerebbero pochi giorni l'anno, senza attivare indotto) il patrimonio immobiliare, vero asset del nostro Paese. L'Aigab si augura che il Governo vari un piano strategico che, grazie a incentivi fiscali e norme semplificate, renda possibile in migliaia di destinazioni minori italiane recuperare gli immobili degradati e favorire la rinascita, a fronte di un costo molto contenuto in termini di restauro conservativo.
Un simile modello sarebbe volano di rigenerazione, sostenibile che potrebbe intercettare i remote workers in fuga dalle grandi città e sviluppare un'offerta che, una volta tornati a viaggiare senza restrizioni, possa rivolgersi ai tanti turisti stranieri, decongestionando le destinazioni tradizionali. Rispetto all’asset dei circa 6,3 milioni di seconde case non utilizzate, in Italia quelle immesse nel circuito degli affitti brevi sono solo 550 mila, con un indotto nel mondo del lavoro di centinaia di migliaia di persone. Il settore nell’estate 2020 è stato il primo a ripartire grazie alle opportunità di sicurezza e di personalizzazione offerte e può contribuire da subito al rilancio dell’intero comparto turistico. Peraltro, la pandemia ha cambiato drasticamente la domanda, per cui più che di affitti brevi occorrerebbe parlare di affitti long stay, ovvero fino ai 18 mesi. (MDM)


postato il 23/2/2021 alle ore 13:12

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