CRONACA

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Nasce il comitato "Giustizia per il Morrone", cittadini e associazioni vogliono la verità sul rogo



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E' nato il comitato "Giustizia per il Morrone", sui 18 giorni di fiamme sul monte. E tra le prime azioni la richiesta di accesso agli atti in Regione per comprendere modalità e eventuali errori e ritardi sulla gestione dell'emergenza. Finora circa mille i cittadini che hanno aderito attraverso i social network. Stamattina i promotori hanno svolto un incontro per presentarsi alla stampa e alla città. Il comitato è composto dagli avvocati Teresa Nannarone, Cinzia Simonetti, Elisabetta Bianchi, Gianluca Lanciano, Chiara Marinucci, Aldo Di Bacco; dai medici Maurizio Proietti, Maurizio Cacchioni, Maurizio Balassone, Roberto Ranalli; dagli ambientalisti Mimì D'Aurora, Massimo Pellegrini, Augusto De Santis e associazioni territoriali. "Noi ci identifichiamo con quella montagna" ha spiegato Nannarone "siamo nati dal dolore e ascoltare le dichiarazioni del procuratore Bellelli sulle mire criminali organizzate ci ha spinto ad uscire dal guscio, approfondendo la gestione dell'emergenza. Noi su tutto ciò vogliamo giustizia, se ci sono mire criminali mineranno la nostra libertà. Per questo ci siamo mobilitati, senza guardare partiti e appartenenze, uniti chiediamo altre adesioni sui già mille iscritti". Nannarone ha anche sottolineato che l'area interessata dagli incendi non è stata posta sotto sequestro. Salvatore Di Pelino, agricoltore di Pratola Peligna, ha lanciato l'allarme sulle conseguenze dell'incendio soprattutto nei periodi invernali, ovvero slavine e valanghe. I medici per l'ambiente, attraverso Maurizio Cacchioni hanno fatto sapere che hanno affittato a loro spese una strumentazione per il monitoraggio delle polveri sottili, e sui risultati sarà redatto uno studio. "Abbiamo usato un dosimetro portatile" è intervenuto il biologo Tommaso Pagliani "strumento certificato, che dà risultati immediati. I risultati sono interessanti perché mostrano valori sulla metà dei limiti di legge, ma ci sono dati su polveri totali e Pm10, che sono divise per metà, col particolato atmosferico che entra direttamente nei nostri polmoni, con le polveri 2,5 che sono per ora basse. Ma tali rilievi andrebbero ripetute in inverno, nella speranza che la cittadinanza partecipi autotassandosi per l'acquisto di uno strumento apposito".

postato il 9/9/2017 alle ore 13:46

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