di Chiara Buccini

Zac7 - Il giornale del Centro Abruzzo

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Editoriale

Come sarebbe l’Italia senza la brucrazia? Sicuramente un Paese migliore e stupisce come una terra caratterizzata da arte, cultura e bellezza sia ostaggio della burocrazia. Anzi, abbia creato la burocrazia: quell’immensa matassa di autorizzazioni, permessi, richieste, carte bollate e tanto altro ancora necessario per avviare qualsiasi iniziativa. Chi non si è mai scontrato con la burocrazia? Nei giorni scorsi mi sono trovata a trascorrere un’intera mattinata tra un ufficio e l’altro, per vari motivi, della Pubblica Amministrazione restando annichilita dalla farraginosa procedura di ogni cosa. Sistemi informatici inceppati, moduli irreperibili e un problema per ogni soluzione. Mi è tornato in mente lo straordinario sceneggiatore e umorista pescarese Ennio Flaiano che in uno dei suoi lapidari aforismi descrive non solo la burocrazia (e le sue contraddizioni) ma l’intero “sistema Italia”. “Gli presentano il progetto per lo snellimento della burocrazia. Ringrazia vivamente. Deplora l’assenza del modulo “H”. Conclude che passerà il progetto, per un sollecito esame, all’ufficio competente, che sta creando”. Però abbiamo trovato anche chi cerca di cambiare le cose e accoglie con disponibilità e un sorriso. “Mi hanno insegnato la risoluzione dei problemi, anche qui dentro” ci spiega con gentilezza un funzionario della PA. Torniamo a casa più sollevati. Forse l’Italia non morirà di burocrazia.

postato il 24/2/2020 alle ore 14:31

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