di Chiara Buccini

Zac7 - Il giornale del Centro Abruzzo

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Editoriale

Tutto intorno è polemica. Per qualsiasi cosa, fatta, non fatta, fatta bene o fatta male. La società sta diventando sempre più polemica. Complici i social network e i cambiamenti stessi della società, una società “liquida”. Il termine “polemica” deriva dal greco "πολεμικός" che significa, appunto, “attinente alla guerra”, (e l’etimologia del termine dovrebbe già far riflettere) e designa quindi una sorta di guerra, per lo più verbale, condotta contro un avversario detto bersaglio della polemica. Perché si è incitati alla polemica? Tra i veri obiettivi dei social network e di chi li gestisce sul serio non c’è certo il desiderio di ritrovare vecchi amici o incontrarsi su una piazza virtuale, ma c’è la distrazione di massa. Svariati gli argomenti su cui fare polemica: dai sacchetti a pagamento (a 0,2 centesimi di euro) per la verdura al supermercato, alle fake news (scientificamente diffuse) fino ad arrivare, perché no, alle nevicate degli ultimi giorni. Scuole aperte o scuole chiuse? Mezzi spazzaneve o mezzi spargisale? E così mentre tutto scorre, la neve si scioglie, si ci arrovella in sterili e inutili polemiche che allontanano sempre più dai problemi reali. Occupazione, ambiente, rilancio economico. I grandi temi per i quali si preferisce lasciare una delega in bianco. Perché la società è troppo presa a discettare su altro. Ma chi deve decidere, decide. Anche senza i diretti interessati. Oliver Wendell Holmes (Cambridge, 29 agosto 1809 – Cambridge, 7 ottobre 1894) medico, insegnante e scrittore statunitense, considerato dai suoi contemporanei come uno dei migliori scrittori del XIX secolo, scrisse “La polemica mette gli sciocchi e i saggi sullo stesso piano e gli sciocchi lo sanno”. Riflettiamoci sopra prima di alimentare inutili polemiche, il rischio è diventare uguali agli sciocchi.

postato il 1/3/2018 alle ore 21:29

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