di Chiara Buccini

Zac7 - Il giornale del Centro Abruzzo

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Editoriale

Consapevolezza. E’ questa la parola che ci ha colpito in questi ultimi giorni. Soprattutto in occasione della Festa della donna, che ci siamo lasciati da qualche giorno alle spalle. Rispetto agli anni scorsi, abbiamo percepito un valore diverso, soprattutto da parte delle donne stesse, da riservare a questa giornata. Forse perché lo sciopero generale, indetto per l’8 marzo dalle principali sigle sindacali, ha determinato piccoli-grandi disagi nelle metropoli come in provincia. E se a Roma le linee della Metro, in alcune fasce orarie, sono state addirittura chiuse, anche nelle località più piccole si sono registrati disservizi. Al di là della mobilitazione, l’8 marzo 2017 è anche e soprattutto servito a riportare l’attenzione sulle tante, troppe “violenze” subite dalle donne. Discriminazioni sul lavoro, disparità di trattamento economico rispetto ai colleghi uomini fino a arrivare alla deprecabile violenza di genere. Per questo abbiamo accolto come un raggio di sole verso una nuova consapevolezza le iniziative che, sul territorio, quest’anno, si sono differenziate rispetto alle opinabili “serate in rosa”, con tanto di spogliarello maschile, che, a nostro avviso, riducono la ricorrenza dell’8 marzo ad un “circo tutto commerciale”. Apprezzabili, invece, le serate dedicate alla cultura e al confronto tra donne, gli incontri per discutere su benessere e arte femminile e tutte quelle manifestazioni che hanno visto la donna protagonista e non spettatrice. Perché per celebrare la festa della donna non è necessario comportarsi come gli uomini. L’8 marzo come il resto dell’anno, perché l’Amore, il rispetto e la consapevolezza passano anche e soprattutto attraverso la differenza e l’incontro di due mondi.

postato il 10/3/2017 alle ore 12:03

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