POLITICA

28042Sulmona

“Gruppo dei non iscritti anti-costituzionale”, la Salvati chiede modifiche e passa in opposizione



Documento senza titolo

Chiede la creazione del “Gruppo misto” eliminando il “Gruppo dei non iscritti” e ufficializza il passaggio in minoranza. Il consigliere comunale Roberta Salvati ha inviato un documento al sindaco Annamaria Casini, al presidente del consiglio comunale Katia Di Marzio e al segretario generale del Comune Nunzia Buccilli per evidenziare come i consiglieri comunali “non iscritti” non abbiamo diritto di parola in commissione (dove possono partecipare come uditori) e non possano presentare emendamenti. “Essendo un Consigliere Comunale eletto” spiega la Salvati “, vedersi negato il diritto alla parola, al pensiero, nella fattispecie non verbalizzando ciò che viene detto in Commissione o in Conferenza dei Capigruppo, non potendo presentare emendamenti in Commissione, non potendo parlare perché qualcuno in nome di un Regolamento, scritto certamente con il buon proposito di essere democratico, ma che in realtà rasenta un vuoto normativo che pone un Consigliere in un limbo amministrativo politico nel quale viene relegato, ovvero “non iscritto/i”, fa sì che si ravvisino profili di anti-costituzionalità e di anti-democrazia”. Il nuovo regolamento comunale, che prevede il gruppo dei “Non iscritti” invece del “gruppo misto” è stato approvato negli anni scorsi sostituendo il vecchio regolamento. “Non sentendomi più rappresentata dalla parte politica nelle cui fila sono stata eletta” riprende “e da qui l’esigenza coerente di lasciare la maggioranza per passare formalmente in minoranza” e quindi la richiesta di creare il Gruppo Misto in modo tale che in “qualità di Consigliere Comunale eletto” conclude la Salvati “soggetto politico al quale va garantita la piena operatività politica in Consiglio, nella Conferenza dei Capigruppo e nelle Commissioni Consiliari permanenti, speciali, di indagine e di controllo e garanzia, di cui al vigente Regolamento  per il funzionamento del Consiglio; di porre in essere tutte le opportune correzioni al vigente Regolamento suscettibili di ostacolare il buon corso della democrazia; di voler tutelare, in caso di diniego, il proprio irrinunciabile diritto alla libertà di parola, di pensiero e di agibilità politica nelle sedi apposite”.

postato il 2/10/2019 alle ore 13:33

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