POLITICA

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L’Abruzzo a velocità plurime

La politica vista da un giovane: «La classe dirigente locale? Ignorante e rissosa».

Amedeo Fusco ha 30 anni. Da cinque anni è Consigliere del Comune di Scanno. Il suo impegno politico, ormai quasi a tempo pieno, lo ha portato a contatto con personaggi e situazioni a livello regionale e nazionale. Da qualche settimana è membro dell’esecutivo regionale del nuovo Partito Democratico. «L’idea dell’Abruzzo a due velocità – esordisce – è ormai vecchia. Non corrisponde più alla realtà. Io parlerei, piuttosto, di velocità plurima. All’interno di questo schema, di cui non si può che prendere atto che il Centro Abruzzo è un caso a sé e certamente più grave degli altri». Per Fusco, se si è arrivati a questa situazione, ci sono precise responsabilità della classe dirigente, per lui caratterizzata da provincialismo e rissosità fine a se stessa. «Anche se – precisa – non si può fare di ogni erba un fascio. Ci sono politici di qualità, che hanno riscosso e riscuotono consenso. Ma, inseriti in un contesto di mediocrità generale, l’azione di essi finisce per essere frustrata». Due, a suo modo di vedere, i difetti principali. «Innanzitutto – spiega – un limitato orizzonte di riferimento, che impedisce ai politici peligni di guardare oltre i confini angusti del territorio. Conseguenza di ciò è la difesa, con le unghie e con i denti, dello strapuntino locale raggiunto. In secondo luogo – aggiunge – la ricerca del consenso a tutti i costi, accontentando tutti senza lunga prospettiva. Così continuando – esclama – non si va da nessuna parte». Fusco, per il futuro, non pensa a rivoluzioni traumatiche: «Il rinnovamento è sicuramente necessario – spiega – né va inteso solo in termini strettamente anagrafici. C’è bisogno di un rinnovamento in termini di contenuti e di idee e quindi di un nuovo stile dell’azione politico amministrativa. Le persone capaci ci sono, c’è necessità di utilizzarne i talenti». Fusco entra in maniera decisa anche nella polemica che agita il mondo politico peligno da qualche anno: quella della mancanza di una rappresentanza territoriale autoctona. «Io credo – sottolinea con passione – che la Valle Peligna ed il Centro Abruzzo, più che di politici “del” territorio, abbia bisogno piuttosto di politici “per” il territorio, capaci di programmare con concretezza, analizzando attentamente le criticità del territorio e le possibilità di sviluppo della nostra zona». Ed avanza alcune proposte. «Per esempio – spiega – guardiamo a come impiegare i fondi previsti dal Docup per l’Alto Sangro. C’è chi propone di polverizzare le risorse, accontentando tutti i sindaci. Questa è la via più sbagliata. Alla fine resterebbe poco o niente. Solo qualche piazza rinnovata o qualche parcheggio. Io credo – precisa – che quei fondi vadano spesi in un progetto strategico, il collegamento Scanno-Roccaraso ad esempio, in grado di fare da volano per il decollo turistico dell’intera area, che arriverebbe a un livello competitivo degno del nord Italia. Nel breve periodo qualche comune dovrebbe rinunciare a qualcosa, ma nel lungo periodo le ricadute positive avrebbero un riverbero assolutamente notevole per tutti. Sarebbe, all’inizio, una scelta certamente impopolare, ma governare e amministrare significa anche avere il coraggio di fare scelte impopolari, che, in fine, si rivelano vincenti». Fusco ha proposte anche per la città di Sulmona, vista come centro propulsore dell’intero territorio peligno. «Credo che il destino di Sulmona – spiega ancora Fusco – sia anche quello di ritrovare la sua naturale vocazione di capoluogo culturale abruzzese e non solo diventando punto di coordinamento di quanto si produce, nel campo della cultura, in tutto il resto del territorio. L’essere capofila di una rete che riconosca la primogenitura di quella che fu una delle capitali dell’umanesimo italiano, la città di Ovidio, e che metta in sistema anche le suscettività del resto del territorio - musei (Scanno, Cocullo, Introdacqua, Corfinio, Cansano); centri storici di pregio come Scanno o Pescocostanzo; manifestazioni misterico-religiose (Cocullo, Pacentro, Pratola Peligna) - deve fare il paio con la consapevole riscoperta di un valore e di un’identità maturata in oltre duemila anni di storia. Il rammarico di tanti – esclama sorridendo – è che fino ad ora la classe dirigente sulmonese, ha spesso teso a limitare la propria azione ed il proprio sguardo solo all’interno delle mura cittadine, chiamando gli altri a discutere solo, a decisioni già assunte». Queste sono le opinioni di Amedeo Fusco, uno dei rappresentanti di quella generazione nuova che si affaccia alla politica peligna. Un giovane che, tuttavia, sembra aver dimenticato gli insegnamenti del passato: che la politica non è tutto e che le classi dirigenti non sono solo quelle che fanno politica. Ritenuto unanimemente uno degli alunni più brillanti che il Liceo Classico “Ovidio” di Sulmona abbia mai espresso (60 e lode, con applauso finale dell’intera commissione) oggi ha trascurato l’aspetto professionale per dedicarsi interamente all’attività politica. Credo che, in questo, possa ancora migliorare.

postato il 19/01/2008

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Commenti
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Postato da ilpartigiano316 alle 14:40 di lunedì 21 Marzo 2011
parole sante! i nostri politici dovrebbero scomparire!




 

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