INCHIESTA

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Trincea al casello

Ai primi di agosto un incontro tra ministero, Regione, sindaci e concessionario per illustrare il progetto di Strada dei Parchi. Il Centro Abruzzo fa quadrato: l’A25 non si tocca

Documento senza titolo

di patrizio iavarone

Galleria più, galleria meno
L’incontro istituzionale richiesto dall’assessore alle Aree interne Andrea Gerosolimo e con cui è stata bloccata la settimana scorsa la sveltina di D’Alfonso della presa d’atto del progetto in giunta, ci sarà ai primi di agosto, dice il consigliere regionale delegato ai Trasporti, Camillo D’Alessandro: una valutazione cioè su cosa prevede realmente il progetto di Toto che, nonostante le carte consegnate e messe a disposizione dei sindaci, non si capisce bene dove voglia davvero arrivare. Perché sì, è previsto il famoso tunnel da Vittorito-Popoli ad Aielli che taglierà fuori la Valle Peligna e l’Alto Sangro e la Valle del Sagittario (con una nuova galleria che spunterebbe, fuori dal tracciato, tra Scanno e Villalago) dalla grande rete infrastrutturale su gomma, ma, sostengono altri, potrebbe essere previsto anche lo spazio per il passaggio ferroviario. Particolare non di poco conto, perché sarebbe, questa sì, un’ulteriore e definitiva marginalizzazione del Centro Abruzzo. D’Alessandro che con D’Alfonso caldeggia l’investimento miliardario di Toto, si dice convinto che qualcuno cambierà idea conoscendo le carte, ma, molto più di quanto accaduto per il Piano sanitario, a questo giro si è ritrovato davanti un muro di no che trasversalmente attraversa la politica, le istituzioni, il mondo ambientalista e quello economico.

Il muro dei no
A dire no è stato innanzitutto il “compagno” Gerosolimo che la maggioranza la sta facendo ballare già da tempo. Poi c’è stato quello altrettanto deciso del sindaco di Pratola e presidente della Provincia Antonio De Crescentiis che, con D’Alfonso, è stato molto meno diplomatico, specie dopo la sveltina della settimana scorsa, in occasione della quale De Crescentiis ha smosso tutti i vertici del partito (il Pd). E ancora, dopo l’alzata di scudi dei sindaci del comprensorio che con altrettante delibere si sono opposti, è arrivata anche quella della neo sindaca di Sulmona Annamaria Casini, che per l’occasione ha italianizzato il grido di “Mò bast” dell’omonimo comitato. Dura è stata anche la presa di posizione del mondo economico, con la presidente della Bcc di Pratola Maria Assunta Rossi in prima linea che ha avvertito sulle disastrose conseguenze economiche dell’eventuale accorciamento dell’A25. Al coro non si sono sottratte le minoranze al Comune di Pratola e lo stesso presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, allarmato evidentemente dalla compattezza che il Centro Abruzzo sta mostrando sulla questione e che potrebbe mettere in discussione sue eventuali aspirazioni romane.

Il flirt dei Subequani
A dare una mano al progetto di Strada dei Parchi è invece il sindaco di Castelvecchio Subequo Pietro Salutari, che ha cominciato a flirtare con la Marsica, immaginando già sulla Subequana investimenti milionari e frotte di turisti in uscita sul previsto casello autostradale. Anche se poi i duemila abitanti che servirebbe, non hanno neanche un bar dove andare a brindare per la vittoria.

La questione ambientale
Al di là dei campanili, per far felice Massimo Cialente, c’è poi anche e soprattutto la questione ambientale e la tenuta geosismica delle faglie che saranno attraversate: su questo persino la commissione interdipartimentale della Regione, che ha però espresso parere favorevole, ha sollevato evidenti criticità che, a quanto risulta, nessuno ha ancora superato. “Abbiamo sovrapposto i tracciati con i perimetri delle aree protette: sarebbero direttamente coinvolte il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il Parco regionale del Sirente-Velino, la Riserva del Monte Genzana e la Riserva delle Gole di San Venanzio – spiega il Forum H2o -, senza considerare gli impatti sulle aree immediatamente limitrofe come la Riserva di San Domenico a Villalago o la Riserva delle Gole del Sagittario e quelli irreversibili sui bacini imbriferi”. D’Alfonso però sostiene che quelle non sono le carte definitive, che il progetto dovrà scriverlo e sottoscriverlo il ministero. Chissà che qualche risposta non arrivi proprio dall’incontro istituzionale. Semmai si farà davvero.

Per dirla tutta
Chiedersi se quest’opera serva davvero, oltre che alle tasche di Toto, sarebbe un tema politico serio, di quelli che non si affrontano contando i voti, né i quattrini che tornerebbero i cassa. Anche perché, il taglio dei caselli di Pratola-Sulmona, Cocullo e Pescina, servirebbe solo in minima parte (massimo dieci minuti) a contribuire a quei quaranta minuti di risparmio nel collegamento Pescara-Roma annunciato da Toto, in gran parte in realtà recuperati nel nuovo ingresso previsto a Pescara, parallelo all’asse attrezzato. Intanto però mentre tutti sono occupati a erigere il muro sulla Strada dei Parchi, altri muri, sotto l’autostrada, continuano a crollare. Basta farsi un giro tra Pratola e Prezza (quel tratto da tagliare, ma che resterebbe una bretella), infatti, per notare come i pilastri dell’A25 siano ormai ridotti a brandelli. Con il cemento che ha ceduto, lo scheletro armato completamente arrugginito, i giunti stradali non più allineati. Dalla Strada dei Parchi ammettono che ci sono interventi urgenti da fare e d’altronde è la legge che ha imposto a Toto la messa in sicurezza dell’autostrada entro il 2018. Non vorremmo che tutto questo discutere su nuovi progetti, servisse solo a prendere tempo e alla fine a prendere atto dell’ormai irrecuperabile, inagibile, impossibile intervento di messa in sicurezza dell’infrastruttura. Con Toto che pone un aut aut e la Regione o lo Stato che alla fine scelgono “il male minore”.


postato il 29/7/2016

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