CRONACA

17092Sulmona

Fas: l’occupazione sotto l’albero

Tre grandi investitori pronti a sfruttare i bandi pubblicati oggi dalla Regione

SULMONA. Sotto l’albero c’è un pacco prezioso per la Valle Peligna: la prospettiva di nuovi investimenti e nuovi posti di lavoro. Un pacco da scartare con cura e cautela, ma che il vice presidente della Regione Giovanni Lolli, ritiene più che concreto. Tre insediamenti industriali destinati da una parte a creare nuovi posti di lavoro, dall’altra ad evitare che quelli esistenti svaniscano. Sono la Fiat (ovvero Fca), la Medibev e una cordata di imprenditori thailandesi pronta ad aprire una filiera nella lavorazione dell’alluminio. L’investimento più importante è sicuramente quello della Fiat che con 40 milioni di euro ha intenzione di sostituire la copertura dello stabilimento della Magneti Marelli (in eternit) con pannelli fotovoltaici e avviare la produzione per le sospensioni dell’Alfa Romeo e per conto terzi. Una scelta che da una parte permetterebbe di evitare un probabile ridimensionamento dell’attuale stabilimento (per il quale sembra fossero già pronte centinaia di lettere di licenziamento) e, dall’altra, porterebbe nuova occupazione per almeno 150 unità. Un investimento che doveva migrare verso la Polonia, ma che sembra destinato a fermarsi in Valle Peligna, attratto, soprattutto, dalla possibilità di poter partecipare ai bandi Fas che oggi stesso saranno pubblicati mettendo sul piatto dei privati contributi per 7,7 milioni di euro. Un impegno rispettato dalla Regione quello di far uscire i bandi entro dicembre (con scadenza il 27 gennaio), a cui è interessata anche la Medibev che, con un investimento più modesto, procederebbe nella stabilizzazione degli stagionali e dei precari attualmente in forza. Ancora sconosciuta, invece, la portata dell’investimento e dell’occupazione dei thailandesi che martedì scorso hanno incontrato Lolli all’Aquila per discutere della possibilità di rilevare capannoni a Sulmona o nei dintorni. “L’amo” dei Fas sembra aver funzionato, il resto dovrà farlo il territorio. Territorio che ora, nella sua veste pubblica, è chiamato a concretizzare l’altra tranche dei progetti Fas: 4,8 milioni di euro (escludendo quelli riservati a Cogesa, Saca e alle seggiovie di Campo di Giove e Scanno) da far confluire nel “collettore turistico”. Qui il ritardo è considerevole, come le difficoltà (anche e soprattutto economiche) a redarre e presentare il progetto definitivo. L’imperativo è non sbagliare.

postato il 13/12/2014

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