INCHIESTA

10192Sulmona

Caramelle dagli sconosciuti

Il “sì” della Camera alla legge sugli stadi riaccende le mire del progetto Solimi.


SULMONA. Ora che dalla Camera è arrivato il primo “sì” alla legge sugli stadi, le speranze e la fantasia degli imprenditori euro-americani-ravennati hanno riacceso i riflettori sul progetto Solimi, la struttura polivalente cioè che dovrebbe stravolgere il futuro occupazionale ed economico di Sulmona: «45 milioni di euro di investimento, 300 posti di lavoro a tempo indeterminato e 12mila posti a sedere» ripeteva non più di qualche mese fa, nell’ennesima conferenza stampa, Luca Silvestrone. è proprio l’imprenditore romagnolo, d’altronde, a commentare la notizia su Facebook: «Ora il progetto Sulmona può prendere forma in maniera definitiva anche se qualcuno si diverte a criticarlo», dove quel qualcuno, manco a dirlo, è la nostra testata. Irriverente, offensiva e come al solito distruttiva, Zac7 è per Silvestrone incapace di comprendere le difficoltà in cui si barcamena Solimi perché «in assenza della legge tutti i progetti di nuovi stadi in Italia sono fermi tranne il nostro – commenta ancora sul social network Silvestrone – e che perfino la Juventus che con il Comune ha adottato una procedura diversa, ha impiegato 6 anni per realizzare l’impianto». In verità non è stato Zac7 ad annunciare l’impresa, né a dare e pretendere i tempi della sua realizzazione: questa storia dello stadio va infatti avanti da anni e, per restare all’ultimo annuncio, a marzo scorso dovevano arrivare i famosi investitori americani, poi diventati europei, ma di fatto mai comparsi nella città d’Ovidio. Gli impegni preliminari per l’acquisto dei terreni, d’altronde, sono stati disattesi e il fantomatico progetto depositato ufficialmente al Comune, manca, nei fatti, ancora di carte importanti a partire dal quadro finanziario e dalla fidejussione bancaria. Anche per questo il Comune non ha potuto portare in consiglio neanche uno straccio di idea, condizione posta da Silvestrone e company per rilevare la squadra. Né regge l’alibi della legge regionale che ostacolerebbe la metratura commerciale del progetto superata nei fatti dal decreto “Salva Italia” e, ora, via anche l’alibi della legge sugli stadi, prossima alla definitiva approvazione e che consentirebbe l’affidamento del project financing direttamente alla società che ha il titolo sportivo. E i soldi, ovviamente. «Tutto procede per il meglio» continua a dire Silvestrone che però non sa che in caso di ripescaggio in D del Sulmona calcio (il verdetto il 31 luglio) il titolo lo prenderebbe un altro gruppo che ha già raggiunto un accordo con il presidente Scelli. In caso contrario, invece, il Sulmona calcio tornerebbe nelle mani del sindaco (lo ha detto Scelli) e allora a Silvestrone potrebbe tornare il sorriso. Lui che è uno che di sorrisi se ne intende. Alla fine del 2010, infatti, sottoscrisse un accordo tramite la sua associazione d’imprese, la Servimpresa, con la Dental Healt Products International, gruppo americano (come da copione) di prodotti dentistici, para dentistici e di igiene orale. Entro gennaio 2011, annunciava allora Silvestrone, a Ravenna avrebbe dovuto aprire la sede italiana per la produzione di una miracolosa caramella, la Sorbay Mtc, in grado di aiutare a rimuovere la placca batterica. Anche qui «numerosi posti di lavoro e prestigio per l’intera comunità», assicurava Silvestrone, oltre che un sorriso splendente in soli otto giorni. Dell’azienda non se ne è saputo più niente, mentre Servimpresa ha lasciato solo sorrisi amari tra i fornitori (dagli arredatori dell’ufficio, lo Studio T; al webmaster, Exogita: ancora in attesa di essere pagati). Curiosa, poi, è la visura camerale della Salu Import Srl, di cui Silvestrone dice di essere amministratore delegato: la “società a responsabilità limitata con unico socio”, che di soci però ne ha tre e il cui amministratore unico (ed unica occupata “indipendente”) risulta essere la fidanzata Alessandra Rossi. Gli altri due soci di questa azienda che si occuperebbe di “commercio all’ingrosso di prodotti sanitari ed apparecchi medicali, chirurgici ed ortopedici” risultano essere inoltre Ivano Bonetti e Marcello Marrocco, entrambi parte dell’originario sbarco delle “truppe Solimi”. «Ho ceduto le quote di questa società di cui non me ne frega niente e di cui non voglio saper niente, a gennaio – ha spiegato l’ex allenatore dirigente del Sulmona calcio – regalandole a qualcuno disposto ancora a credere alle favole». Silvestrone, che attualmente, almeno sulla visura, non risulta legato in alcun modo alla società di cui sostiene di essere Ad, deve essere uno di questi, di quelli che crede alle favole: come quella che lo vide impegnato, come responsabile della cooperativa Sastri e direttore di Assimpresa, in un progetto di rieducazione dei detenuti di Rovigo, per il quale nel 2010 fini sotto processo con l’accusa di falso (per aver cioè dichiarato di fare corsi di formazione mai fatti), accuse dalle quali venne poi assolto. Tra un lancio con il paracadute per fini benefici, catene umane dai dubbi risultati (per protesta contro il sindaco di Marina di Ravenna), Silvestrone ha sempre avuto però la fissa del calcio: anche per la squadra del Ravenna organizzò un fundrasing. Ma poi il Ravenna calcio fallì.

Per dirla tutta
Non ci sono soldi pubblici di mezzo, ma non è certo questa una giustificazione a quella che, ad oggi, sembra essere una vera e propria presa in giro per la città, che nel progetto Solimi non solo ha dovuto credere, ma a cui ha dovuto anche dichiarare “amore incondizionato”. Le minacce del gruppo imprenditoriale di fare le valige nel caso la città avesse avuto qualcosa in contrario, hanno aggiunto alla beffa, l’umiliazione. Associazioni, tifosi e perfino e soprattutto l’amministrazione comunale hanno srotolato tappeti rossi davanti a questi “stranieri” che non hanno risparmiato critiche all’imprenditoria locale e alla mentalità provinciale dei sulmonesi. Loro che fanno conferenze via Skype e accordi internazionali, non avevano certo tempo da perdere per spiegare agli abruzzesi come si fa il business. Nel più classico dei “ghe pens mi” sono saliti in cattedra e noi, un po’ intimoriti ma con la diffidenza che ci preserva, siamo stati ad ascoltarli. Tanto più che nelle varie conferenze stampa di presentazione del progetto ad annunciare la svolta epocale per la città c’era mezza giunta comunale. Poi, dall’altra parte del tavolo, l’offensivo, irriverente e distruttivo Zac. Per chi non si fida delle “caramelle dagli sconosciuti”.


postato il 21/7/2012

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