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Il vigilantes infermiere




In tempo di “Fioriti” e banditi, di rubagalline e tutto il pollaio, la storia che ci regala questa settimana la cronaca della provincia italiana è quella di un ordinario senso civico che, nel Paese con il più alto numero di corrotti e corruttori d’Europa, diventa decisamente straordinario. è la storia di Alessio Ramunno, ventisei anni, studente da infermiere e vigilantes part-time al centro commerciale Il Borgo di Sulmona. Il suo stipendio tocca la stratosferica cifra di 400 euro al mese, 150 dei quali se ne vanno per pagare metà della quota d’affitto dell’appartamento che divide con la sua compagna, commessa. Eppure, la scorsa settimana, il vigilantes che sogna il camice da infermiere, si è visto sfilare sotto il naso 3.260 euro: «Dieci mesi d’affitto – confessa Alessio – e magari quel gioiello per la mia compagna che vorrei regalarle da tempo». Il pacco di soldi, «così tanti tutti insieme», li “brandiva” come corpo estraneo un anziano ottantanovenne di origine argentina che, in preda ad una crisi di Parkinson, si è ritrovato nel centro commerciale senza memoria del presente. Con quei soldi così, tenuti tra le mani e avvolti da un vecchio documento d’identità, l’anziano cercava risposte a chi fosse lui, cosa facesse in quel posto e cosa fossero quei “fogli di carta” che assomigliavano a banconote. Il bravo vigilantes ha scoperto così il suo lato d’infermiere: ha preso l’uomo, lo ha portato in direzione, ha rintracciato la moglie (disabile) e poi ha chiamato carabinieri e 118, contando e restituendo una sull’altra quelle banconote, non prima di essersi rassicurato delle condizioni di salute dello smemorato e confuso cliente. Alessio ha fatto quel che doveva, insomma, quel che sarebbe accaduto in un qualsiasi Paese civile, dove le auto danno la precedenza alle bici e tutti hanno “i capelli biondi”. Cose che da queste parti, nel Paese degli arraffoni e dei privilegi, è però piuttosto rara. Qui (il caso Fiorito, appunto) dove una cena può arrivare a costare 46 mila euro e una mozzarella di bufala 1.600, se i soldi sono di qualcun’altro; c’è anche chi a cena fuori va solo due volte al mese e i soldi, anziché rubarli, sottrarli, farli sparire, se li guadagna e se proprio gli passano sotto il naso, non li prende “persino” se non gli spettano. C’è anche chi, insomma, l’occasione non fa ladro e che sogna semplicemente «una laurea, una professione che mi faccia star vicino alla gente e mi permetta di aiutarla e più in generale una vita dignitosa». Alessio non è un eroe, o almeno non dovrebbe esserlo; ma la sua è una lezione che fa star bene. In tempo di “Fioriti” e banditi. grizzly

postato il 27/10/2012

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