CRONACA

31878Sulmona

“Troppi operatori sanitari precari”: la Cgil insorge

Il sindacato chiede ad Asl1 e Regione di stabilizzare il personale che da anni presta servizio nell’azienda sanitaria

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“Un costante incremento della spesa per il personale precario all’interno della ASL n° 1 Avezzano Sulmona L’Aquila”. Il Segretario Generale CGIL provincia dell’Aquila Francesco Marrelli e Il Segretario Generale FP CGIL Anthony Pasqualone tornano a denunciare la situazione, accentuata dalla necessità di garantire la continuità assistenziale nella fase pandemica, “ma che, nel contempo, non consegna le dovute certezze” spiegano “di vita alle lavoratrici ed ai lavoratori impegnati nel sistema sanitario pubblico”. Già nei mesi scorsi il sindacato aveva denunciato la riduzione persistente di personale a tempo indeterminato in capo alla ASL, passando dai 3249 addetti del 2019 ai 3167 a chiusura del 2020, con una diminuzione di 82 unità lavorative a tempo indeterminato, giusta Deliberazione del Direttore Generale n. 1178 del 30/06/2021 di approvazione del bilancio consuntivo 2020. “Innanzitutto, tale condizione genera precarietà di vita delle persone” spiegano “continuamente legate ai rinnovi contrattuali senza alcuna garanzia per il futuro ma,  contestualmente determina anche  instabilità dei servizi erogati e concreta difficoltà nella programmazione delle linee di attività sanitaria.  Da tempo la CGIL chiede un piano straordinario di assunzioni e di stabilizzazione del personale, che riconsegni dignità al lavoro e diritti alle persone”.  La Cgil sollecita Regione e ASL a “trovare una soluzione affinché ognuno di loro possa avere la certezza di un contratto stabile che garantisca la continuità lavorativa”. “Siamo stanchi” concludono Marrelli e Pasqualone “insieme a tutta la comunità di cittadine e cittadini e tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori, dei mancati impegni da parte della politica; il perdurare dell’assordante silenzio sulle molteplici criticità che emergono quotidianamente nel sistema Sanitario Pubblico, esasperano sempre più l’intera collettività ed i suoi bisogni. La Politica, le Istituzioni e gli Amministratori della cosa Pubblica, devono essere richiamati ad un alto senso di responsabilità affinché concepiscano la Salute come un bene comune rivolto alle Comunità, il lavoro stabile e di qualità come diritto fondamentale delle persone e la cura dei bisogni come un dovere in capo a chi è chiamato a rappresentare gli interessi generali".

postato il 26/11/2021 alle ore 16:41

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