CRONACA

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Comune unico: «Niente parole d’ordine»

Il presidente della Comunità montana Carrara, boccia l’ipotesi del Comune unico: «Riorganizziamo i servizi, ma non facciamo l’errore fatto per la Provincia»


L’occasione della programmazione dei fondi comunitari 2014\2020 in particolare della valorizzazione delle aree interne, ha spinto qualche associazione a riproporre la propria fantasiosa idea di ripensare il territorio con la creazione di un Comune unico tra Pescasseroli e la Valle del Pescara. Il presidente della Comunità montana peligna Antonio Carrara con una lettera esprime la sua, condivisibile, contrarietà, ma riapre la riflessione sulla necessità di aggregazioni tra Comuni attigui attraverso fusioni e unioni, da anni previste ed ampiamente disciplinate dalle leggi. In tal senso Carrara scrive: «Considero utile una discussione ed un confronto aperto sulla riorganizzazione di un territorio, ma considero sommamente sbagliato associare questo ad una parola d’ordine come quella del Comune unico del Centro Abruzzo. Il nostro territorio ha perso già vent’anni ad inseguire la proposta non realizzabile e non realizzata della Provincia di Sulmona, evitiamo oggi di perdere i prossimi vent’anni ad inseguire l’idea del Comune unico da Pescasseroli e Brittoli che considero irrealizzabile e sbagliata». Tra l’altro la singolare idea prescinde dalla natura e dalla storia delle comunità locali italiane, poiché i Comuni nascono intorno all’anno mille sulla spinta dei cittadini che per sottrarsi alla sudditanza del signorotto o del castellano, organizzano la propria difesa ed il proprio territorio autonomamente. Con questo spirito tutte le successive modificazioni storiche sono intervenute dal basso, ossia dalla stessa volontà popolare. Oggi il problema vero non è un’aggregazione fine a se stessa ma solo quello di razionalizzare la rete dei servizi e i costi senza alterare la connotazione degli insediamenti. Occorre realizzare in modo condiviso fusioni ed unioni tra Comuni contigui appartenenti ad aree omogenee. Infatti continua Carrara «altro è discutere di possibili fusioni tra Comuni limitrofi o di unioni di Comuni», senza dimenticare che le decisioni vanno prese dai cittadini direttamente interessati e non solo per le convenienze economiche ma per la garanzia di servizi migliori, superando in scetticismo e conservazione, quindi disponibile a ripensare il territorio ma no al Comune unico. Lo stesso ministro Barca recentemente a Sulmona, ha parlato di una rete di Comuni e aggregazioni da effettuare entro le leggi vigenti, per consentire con maggiore efficacia lo sviluppo locale, come è già stato sperimentato con i programmi Leader, Equal, Patti Territoriali, Pit e ricostruzione sismica. La stessa riforma di soppressione e riordino delle Provincie già avviata dalle ultime riforme ed ora sospesa, di fronte a grandi, anonime e costose aggregazioni apparirebbe inutile.

postato il 2/3/2013

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Commenti
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Postato da saverio alle 20:11 di venerdì 1 Marzo 2013
Vedovo della comunità montana cerca altro ente ??




 

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